giovedì 29 dicembre 2011

Lampo

Se lo vuoi sapere, ogni tanto mi trema ancora un po' il cuore, esattamente come succede quando ripenso alle altre. Ed è fantastico. Ogni cosa, dico.

sabato 9 aprile 2011

Riprendi(mi)o(ti)

Ho sentito che meditare ingrandisce il cervello. Ma io so che noi usiamo solo una piccola parte del cervello. Allora il lato negativo può essere che a meditare ti scoppia la testa, mentre quello positivo è che utilizzi in termini assoluti un po' di cervello in più. Più mediti e più rischi di esplodere, ma allo stesso tempo ne sai di più.

Non sono capace a scrivere di me, ne a raccontare della mia vita. In generale non sono mai stato una cima in italiano, a parte l'analisi logica. Quella mi riusciva strabene. Ma intendo quella capacità di esprimere chiaramente quello che sento e che vivo. Ho spesso la sensazione, dopo aver scritto qualcosa, di non rendere l'idea, nemmeno a me stesso. Questo mi lascia un bel po' di insoddisfazione. Ma tant'è.

Sto passando una terribile vita di attesa: attendo il momento opportuno, attendo che passi il periodo brutto, attendo l'occasione giusta, attendo che mi vengano a cercare, attendo l'iniziativa personale, attendo l'ispirazione, attendo che il vento gelido d'inverno mi porti via tutto, per poter ricominciare da capo. Oddio, terribile è una parola esagerata, ma vivere così non è appagante. Se proprio lo si vuol dire, sto buttando via il mio tempo. Perchè comunque il vento gelido non ha mai portato via nulla. Si sa, il ghiaccio congela tutto. E quando tornano i primi caldi, tutto torna come prima. Magicamente (la magia non è mica solo bianca, c'è anche quella nera; e anche la fisica è magia).
A questo punto dovrei mettermi ad analizzare gli aspetti che caratterizzano la situazione, cogliere le sfumature, captare il nucleo della questione, capire qual è il vero problema di fondo, studiarlo e sentenziare un "devo" tra quelli che mi si prospettano come soluzione. Dovrei anche fare quello che la Fra diceva di leggere in me tra le mie righe, il filosofo. Questo processo l'ho fatto parecchie volte, ha funzionato spesso ed è sempre stato utile, al minimo. Lo sto facendo anche ora. Forse in media sono troppo più avanti rispetto a questo punto, perciò ogni tanto è meglio fermarsi un attimo per rivalutare il quadro. E questo, appunto, lo sto facendo ora.
Per questo lavoro mi ci volevano ore e giorni. Non è certo a 22 anni che mi si accorciano i tempi.

lunedì 8 novembre 2010

E' bello tornare (in un posto che sai non cambierà mai)

buhauhauahauah XD
Ho riletto sequenzialmente i titoli dei miei vecchi post e mi è venuto da ridere, così, dato che immediatamente dopo averlo fatto mi son messo a scrivere qui, ho riso per iscritto :D non che non fossero seri, ma letti velocemente in serie come si scorre una lista in cui si cerca un punto preciso e ad ognuno di essi si percepisce appena il significato prima di passare al successivo mi ha fatto ridere. Non cercavo nulla, ma volevo rileggerli tutti.

Sono quattro mesi, giorno più giorno meno, che non scrivo. Molto semplicemente, non mi viene da scrivere spesso quanto prima perchè ho perso buona parte della mia riflessività sedentaria. Di certo il blog non lo tolgo perchè oramai fa parte di me, solo che non fa più parte del mio progetto, quello di migliorare, maturare e affinarmi.
L'ultimo post era parecchio tragico più per l'incapacità di dimostrare a me stesso che ero in grado di affrontare ciò a cui andavo incontro piuttosto che per tutto quel che girava intorno alla situazione.
In compenso è cambiato qualcosa: sono iscritto al terzo anno di matematica, lavoro e ho una voglia ancora più matta di quella precedente di laurearmi. Naturalmente ho perso la borsa di studio.
Ho iniziato uno dei corsi di indirizzamento per la specialistica: Storia delle matematiche. E' strepitoso! Siamo partiti con gli egizi e i mesopotamici passando dai pitagorici per arrivare agli eleatici a questo punto del corso. E non vedo l'ora di proseguire. Voglio andare avanti a tutti i costi e fare anche la specialistica. Voglio ancora insegnare, ma questa Storia mi fa sognare.
Lavoro, per ora, in un call center che vende vodafone casa. A metà novembre mi scade il contratto e ho intenzione di cambiare perchè l'attività è assolutamente insostenibile. In qualche modo, però, dovrò trovarmi da guadagnare.
L'unica cosa è che, se vorrò davvero mettermi sotto, dovrò sperare che il Rizzo a gennaio torni a Vespo. Ora come all'inizio è fonte primaria e assoluta di distrazione. Purtroppo e per fortuna per lui le cose al poli non gli vanno bene: ha passato solo inglese al primo anno e se passa quattro esami a gennaio rimane su. Credo proprio che non riuscirà. All'inizio avevo sincere speranze che potesse farcela ed ero il primo a volerlo aiutare, ma col passare del tempo penso che entrambi abbiamo capito che non è la sua strada.

A casa le cose vanno meglio, sembra. I lavori per l'ampliamento sono in corso, non ad un ottimo punto. Ma l'importante è che un po' tutti - e soprattutto i maggiori interessati, papà e mamma - ci siamo resi conto che i tempi sono dilatati e non ci si può far granchè. Ne risentiranno ancora, ma la consapevolezza è un grande passo.
Mio nipote cresce a vista d'occhio (per me che lo vedo ogni due settimane circa) ed è oggettivamente bellissimo. Ha tutte le caratteristiche del bambino: pieno di vitalità, sorpresa e capricci. E gli voglio un bene dell'anima. Oramai con me si diverte tantissimo e, come sempre, quando torno a casa, ho una voglia matta di rivederlo.

Con la GFE stiamo organizzando un ciclo di conferenze per le scuole superiori: si parlerà di cittadinanza attiva, federalismo ed europa. Oramai siamo lanciatissimi, anche proiettati verso Novara. Abbiamo in piedi parecchie collaborazioni e progetti, e ogni mese che passa diventiamo sempre più organici e attivi, contando che non è facile per un pugno di giovani inesperti stare dietro a un sacco di questioni di varia natura e struttura.

P.S.: ho sistemato finalmente il design: avevo voglia di un colore caldo e un po' d'ordine. Ho anche cambiato l'immagine: si tratta di una costruzione iterata attraverso un particolare (ma non troppo) algoritmo del pentagono (o anche stella) pitagorico(a). Fantastico!

mercoledì 7 luglio 2010

Le avevo pensate meglio

Fanculo. E' troppo tardi per studiare e forse era da quando mi son seduto qui che avevo voglia di scrivere sul blog.
Avrei pensato migliaia di pensieri che sarebbero l'ideale contenuto di questo post, ma sono troppo stanco per riportarli tutti. E' da un pezzo che sono troppo qualcosa per fare qualcos'altro, così lo faccio poco e male.
Avrei pensato a una teoria straordinaria, la relatività, che è la formulazione scientifica sulla quale baserei ogni studio sociologico, e non solo. Il "punto di vista" per me è da postulare.
Avrei pensato che ho in vista tre esami che decideranno il corso della mia vita nei prossimi anni, perchè se ne sbaglio uno perdo la borsa di studio. E solo a pensare agli orali mi viene già da piangere.
Avrei pensato che mia nonna sta morendo e non vedo l'ora che la sua agonìa finisca. Ho abbracciato mio padre in lacrime per la prima volta nella mia vita e allora ho desiderato fortemente che tutto finisse al più presto.
Avrei pensato che le spese e le disprese in questa casa non finiscono più e non bastano i soldi del mutuo per finire un lavoro fatto per metà col culo.
Avrei pensato che per me non sarebbe così traumatico dover lasciare l'università per andare a lavorare qualche anno, almeno fino a che non ci sistemiamo in casa, perchè le offerte ci sono e voglio finire l'università. Ma poi penso che i miei la prenderebbero come una grande delusione, che è quella che ho sempre voluto evitare di dare loro.
Avrei pensato che il giugno di quest'anno è stato il mese in cui ho pianto di più in tutta la mia vita. Maledetta allergìa, non ne ho mai avute e a ventun'anni vieni a rompermi i coglioni. Ora penso che un buon pianto mi farebbe bene. D'altronde il groppo in gola va formandosi.

lunedì 31 maggio 2010

La guerra

La guerra è violenza internazionale legalizzata. L'esercito di una nazione esiste allo scopo esclusivo di difenderne i confini. In tal modo è implicitamente un diritto per ogni stato possederne uno. Così avviene che stati confinanti si dichiarano guerra l'un l'altro per non cedere centimetri di territorio.
Su di ogni rispettivo territorio migliaia di persone vivono la loro vita quotidianamente. E' inevitabile dunque che alcune di queste entrino a loro scapito nel meccanismo di difesa della loro quotidianeità. Il risultato è che la loro quotidianeità viene sconvolta, se non addirittura eliminata.
Essi vengono privati dei loro diritti fondamentali, quali quello alla vita, nonchè dei doni più belli che la loro quotidianeità possa a loro portare.

Ho appena finito di vedere Good morning, Vietnam!. A Robin Williams viene così facile riportare all'attenzione dello spettatore le cose più semplici. A parte la mia grande ammirazione per un talento del genere, credo che ogni suo film conduca facilmente a riflessioni altrettanto semplici. Lasciamo pure stare le profonde riflessioni etiche dell'Uomo bicentenario o dell'Attimo fuggente. Good morning, Vietnam! è qualcosa molto più a portata di uomo comune. Logicamente parlando, dico. Se depuriamo la nostra teoria dai concetti artificiali e schifosamente costruiti come quelli di interesse, confini, potere, supremazia, pur ammettendo quelli umani di avidità e avarizia, salta all'occhio di un cieco la stupidità della guerra tra animali della stessa razza. Non stiamo parlando, appunto, di concetti naturali come la lotta per la sopravvivenza. L'intelligenza della razza umana permette alla stessa di avere standard nettamente superiori a quello della sopravvivenza. Io mi domando, allora, perchè la stessa intelligenza non la induca a capire quanto sia vantaggioso mantenere lo standard di cui è fortunatamente in possesso.

Io mi immagino coloro che non hanno la possibilità di uscire, come me poco fa, sul balcone, dare un'occhiata al cielo terso, blu notte, vedere la luna lucente con tutte le stelle, provare un'emozione già provata e avere la serena consapevolezza di provarla nuovamente la sera successiva e quella dopo e poi ancora. Io mi sono immaginato una di quelle persone e la luna che avevo di fronte non mi è bastata ad evitare che mi nascesse in cuore un dolore freddo e penetrante.

venerdì 23 aprile 2010

Con la fronte corrugata

Circa un mese fa ho fatto un sogno: mio nipote mi beccava con una sigaretta accesa in bocca e il suo viso diventava l'espressione della delusione. Ogni tiro dopo quel giorno per me è stato un colpo all'anima più che ai polmoni. Il sogno è stato il motivo profondo che mi ha indotto a decidere di smettere, dopodichè ogni passo è sostenuto dalla mia volontà. Non posso nemmeno rimanere indifferente di fronte alla fatica che faccio per giocare un partitella di calcetto - a 21 anni.
Posso ancora non ritenermi dipendente perchè è successo spesso che passassi un periodo senza fumare, ma è un dispiacere rinunciare al vizio di una sigaretta con una media, oppure dopo un paio d'ore di studio. E' per questo che mi riserbo per tempi futuri la possibilità di consumare tali piaceri occasionalmente. Fuor di dubbio rimane che lo stato fisiologico del mio corpo durante l'arco della giornata è nettamente migliorato :D

Con l'avvento della primavera - o almeno quella parte che si è fatta vedere - , dei seminari a cui ho partecipato e, quindi, della movimentazione fisica e psicologica della vita, mi sono saltate all'occhio un paio di cose.
Una concerne l'egoismo che mi ha travolto negli ultimi mesi. Riflettendo su parecchi episodi occorsimi mi è venuto da commentare "che stronzo!" riferendomi alla mia medesima persona. Non mi accade come tempo fa di considerare prima gli altri, o perlomeno gli altri e me stesso su livelli pari. Penso spesso esclusivamente a me stesso. In più - aggiungerei - si scorge una vena di mancanza di rispetto (o in alcuni casi di semplice gratitudine) nei confronti di terzi. Un po' come se tutto mi fosse dovuto. Probabilmente è un particolare che solo io ho notato: non è un comportamento esagerato, ma è rilevante sotto il mio punto di vista ai fini dell'autoanalisi. Non escludo che nella maggior parte degli episodi il mio comportamento fosse involontario, ma questo non è un dato che voglio contare.
Un'altra cosa sta in quella paura che credevo di aver sconfitto, ma che in realtà non può essere affrontata una volta per tutte. Permane nella parte incoscia del mio cervello la paura di essere giudicato. Non la riconosco sempre, ma oramai ho capito che lei sta dietro a molti dei miei atteggiamenti. E' una vergogna (una timidezza, un imbarazzo) per certi versi esasperata oltre il limite della comprensibilità. Se provassi in qualche modo a giustificarla e/o a definirla ne concluderei soltanto una mia incapacità cronica a superarla, mentre quel che mi serve è la capacità di gestirla in modo equilibrato.

Pensavo l'altro ieri sotto la doccia che è successo qualcosa anche alla mia speranza nell'utopìa. Non mi è più così naturale credere follemente e con entusiasmo al raggiungimento dell'orizzonte che mi si profila. Piuttosto raggiungo, con fatica e qualche bestemmia, il delinearsi di un punto di vista che si pone criticamente di fronte al percorso da attraversare realmente. Ciò comporta molte più difficoltà, prima fra tutte il dimezzamento dell'entusiasmo. Di seguito vengono le scelte di fronte ai bivi e il modo di affrontarle. Nascono una serie di problematiche legate a questa novità che sono un vero mistero per me. Un vero mistero.

Insieme a tutte le altre cose, in questo mese ho realizzato seriamente quello che ho fatto alla Fra. Mi è venuto di colpo in mente il modo in cui lei ha vissuto il tutto. E non posso fare altro che colpevolizzarmi e aspettare che qualcosa cambi in meglio, se cambierà.

Oggi è la prima volta dopo tre settimane che riesco a stare un po' da solo con me stesso e che mi sento stimolato a riflettere su molte cose con calma. Ho passato dei giorni stupendi a Bardonecchia e a Verona per i due seminari GFE, ma non sento ancora il loro apporto interiore. Sono stati più che altro una vacanza che mi sono presa dopo tutto il travagliato inverno per staccare seriamente da tutto.
Fino al 10 maggio avrò di che occuparmi in GFE. Dopodichè ho già progettato di tenere per me il tempo. Dovrò pianificare gli esami ponderandoli con la necessità di crediti per la borsa di studio. E dovrò pensare al mio futuro, quello un po' più lontano. Sono veramente deciso a voler fare l'insegnante di matematica e voglio capire come girano le ruote del meccanismo.

giovedì 1 aprile 2010

Mobbastaveramenteperò!

Mi sono rotto di restare chiuso nell'insofferenza alla confusione. Ho deciso che è ora dell'ottimismo e dell'azione. Non potrà sempre essere che io possa vivere soltanto quando ogni cosa è aL suo posto e io la sento tale. Posso imparare a convivere con tutto quanto c'è di dannoso dentro me. E' solo una questione di modi di vedere e di affrontare le situazioni. Una questione di testa. Se è in corso un cambiamento, ben venga. Che tra l'altro può anche nascondersi tra le righe di questo post.
A breve, impegni permettendo, mi piacerebbe riprendere i contatti con Francesca. Alla fine è da un mese che mi ripeto le stesse cose sull'accaduto e non esce fuori nient'altro. Non mi va veramente di perdere una persona importante come lei. Spero di non aver compromesso tutto con il mio comportamento.
Con la GFE stiamo facendo le cose in grande: in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Torino si organizzerà una conferenza per studenti di istituti superiori, ci sarà un concerto e saremo presenti nella piazza Palazzo di Città (dove c'è il Comune) che sarà addobbata di bandiere dell'Europa per l'occasione e presenzieremo ad un evento al PalaIsozaki. Tutto in occasione della 60^ ricorrenza della dichiarazione Schuman (intorno alla settimana del 9/05) e per sfruttare Torino 2010 capitale dei giovani. La settimana prossima sarò a Bardonecchia per l'annuale seminario, mentre il week-end successivo sarò a Verona per un seminario di formazione quadri. Ho riacquistato buona parte del mio entusiasmo! :D
Con le donne non so se lasciar stare e aspettare l'occasione giusta XD o magari darmi da fare un po' di più e crearmela da me. Mi sto sentendo con una ragazza bravissima, carinissima e simpaticissima che in realtà non stimola in me l'interesse giusto. Ma starò a vedere.
Mi sento un'altra persona. Devo ancora capire bene cosa sia successo, ma credo che il salto sia stato minimo. Ho bisogno di parlare e parlare.
P.S.: POSSIEDO TUTTA LA DISCOGRAFIA ORIGINALE DEI LED ZEPPELIN (MOSTRUOSAMENTE PARADISIACO *_____*)