lunedì 9 novembre 2009

To change or not to be

Mi ci voleva proprio un week-end a Torino. Non tanto perchè è Torino, quanto perchè in appartamento posso stare da solo a fare le mie cose e pensare ai miei pensieri senza la preoccupazione che qualcuno possa interrompermi e senza la fretta di dovermi muovere per gli altri o verso gli altri. Mi fa tanto piacere vedere il mio nipotino Mik, mi fa piacere fare le commissioni per la mamma, mi fa piacere fare compagnìa ai miei nei pomeriggi domenicali, mi fa piacere stare insieme ai miei amici il sabato sera, mi fa piacere immergermi nella pace della campagna. Ma non esiste una parola esatta che possa descrivere cosa provo a stare da solo con me stesso - è un calore di vicinanza, una gioia di dialogo, la realizzazione del soddisfacimento di un bisogno. In più in questa zona, con il tempo scandito dalla leggera pioggia incessante, vige uno stato di silenzio comatoso che concilia l'alienamento dal mondo dell'altrui.
Questa settimana ho esagerato. Ho bevuto da lunedì a giovedì un minimo di tre birre per giorno, fino a che giovedì, appunto, ho cominciato a pranzo e mi sono fermato alle 4 circa del mattino, per via di una festa. Mi stavo accorgendo che la vita qua stava diventando alquanto alcolica, ma dopo le sensazioni che mi sono salite in corpo venerdì ho capito che era giunto il momento di darmi una regolata :D
La festa di giovedì sera è stata una mia piccola inaspettata vittoria: una mia compagna di corso ha voluto festeggiare gli anni allo Chalet, durante la serata Cutre, e ha insistito sul fatto che l'unico regalo che avrebbe apprezzato sarebbe stata la nostra presenza. Non è riuscita a farmi sentire in colpa ad ogni frecciata che mi lanciava dopo il mio iterato rifiuto di andare in discoteca, ma ho voluto provare - per l'ennesima volta - a scrollarmi di dosso un fastidioso alone di rigetto per il ballo e la musica da disco che da sempre mi rende il disagiato che sono in certe situazioni. Aiutato dall'alcohol disinibitore e dalla presenza del Rizzo e delle mie compagne di corso mi sono divertito come non avrei mai immaginato. Posso dire di essermi parzialmente tolto un piccolo stupido pensiero inibitore che mi ha sempre dato fastidio.
Tra ieri e oggi mi sono dedicato alla cura del mio saper fare, del mio sapere e del mio essere - rispettivamente ho pulito e sistemato camera e bagno, ho dato ripetizioni e ho studiato, mi sono fatto la barba XD
Tempo fa mi soffermavo sulla mia persa capacità di riflessione e/o ragionamento, convincendomi di stare passando un periodo in cui, in tutta natura proseguendo, ciò che prima di allora avveniva nella mia testa in quel momento non scorreva più. Convincendomi che, come per altre cose, era un periodo destinato a terminare.
Sotto un altro punto di vista ora riconosco una nuova versione di quel pensiero. Colgo un segno evidente - per me che guardo dentro di me - del cambiamento. Non è vero che non rifletto più, bensì tutto ciò che prima aveva tempi dilatati ora succede molto più velocemente. Questa è la cosa che ho più voluto conquistare quando non ne potevo davvero dei limiti causati dal mio modo di vivere/pensare.
E' un segnale di quanto sia cresciuto, di quanto sia diventato un uomo, dentro. E' una verifica della veridicità dei luoghi comuni sul genere maschile, che non deve avere la classica connotazione negativa. E' una tappa del percorso in cui conquisto qualcosa di nuovo lasciando per strada ciò che per cui ho avuto il mio tempo.

lunedì 2 novembre 2009

Pensiero e azione

Ultimamente giro in preda ad una quantità esorbitante di pensieri e fantasie. Credo che lo stato d’animo abbia una dipendenza dettata dal numero, dalla qualità e dalla velocità dei pensieri. A cui va sommata la capacità di mantenere ordine ed equilibrio tra essi. E’ cresciuta inoltre la mia insofferenza nei confronti di chi mi distrae da essi: quando i pensieri si affollano e scorrono velocemente, si rivela più facile attirare la mia attenzione e sono proprio le inezie più stupide – quelle che odio – a catturarmi. Durante le lezioni prenderei volentieri a schiaffi chi maleducatamente chiacchiera e ride con un tono troppo alto e quando si sta mangiando non riesco a trattenere la stizza nei confronti di chi fa il benchè minimo rumore con la bocca. In questo senso ci sono momenti in cui darei fuoco al Rizzo, che è un mixer di rumorini come lo schiocco della lingua e tutte le altre insopportabili cose con le labbra. Per non parlare delle urla e del tono di voce sempre alto. Che odio U_U
Sono diventato un pelo morboso riguardo la prossima ripresa dell’attività calcistica. Mi capita di sognare ad occhi aperti varie situazioni di gioco mentre sono sul tram, viaggio in treno, cammino verso la facoltà, il professore spiega e addirittura mentre parlo coi miei compagni. Mi sto avvicinando così tanto con la mente che quel momento sembra ogni volta più lontano. Ripensando a mente fredda, mi son ricordato di uno dei motivi per cui avevo smesso: l’infortunio all’inguine, che aveva assunto un’insopportabile cronicità. Ho la quasi sicurezza che se ricominciassi a certi livelli il dolore ritornerebbe tale e quale a prima. Perciò credo che tornerò sui miei passi ripensando alla scelta dell’iscrizione alla società, perché spendere 200 euro per esser costretto a rinunciare dopo pochi mesi sarebbe devastante. Ho una strada alternativa: il ragazzo di una mia compagna di classe gioca nel torneo del CUS e potrebbe aver bisogno di un altro. Sarebbe l’ideale.


In sezione sono presente e attivo. Siamo rimasti in pochi e c’è bisogno di lavorare. Naturalmente è tutto a mio piacere e soddisfazione, altrimenti non ne varrebbe la pena. Organizzerò di mia iniziativa degli incontri nella Bassa Novarese e ripeterò l’evento al Fauser. Mi sono proposto come rappresentante per seguire i lavori con altre associazioni e mi sto impegnando nella collaborazione con l’MFE. Non è niente facile muoversi nel clima politico attuale. Si vedono, sentono e leggono cose sconcertanti da parte della classe politica italiana e sembra un lavoro mastodontico quello di far ragionare la gente.
Ora devo soprattutto iniziare a studiare. Prendere in mano gli appunti, capirli a fondo, rileggerli e fare esercizi. Come ripeto a chi rivedo a distanza di settimane durante le serate novaresi, mi sento di aver ben ingranato in uni e ho una maggior sicurezza. Mi piace dare in questi sensi e sono quasi sicuro di ricevere le soddisfazioni che mi aspetto.

Posso dire che la tranquillità è lungi dall’appartenermi, ma sono contento di ogni mio singolo impegno e ho una grande energìa. Faccio e disfo senza troppi problemi, a fine giornata son sempre stanco e quando dormo sogno raramente. E quel che sogno è qualcosa che non ha alcun senso. Situazioni irrazionali.

I lavori per la casa diventano sempre più onerosi e lenti. Mancano i soldi, persiste il problema della nonna e sia i miei che mio fratello hanno bisogno di una grande mano psicologica. Credo che si stia proprio attraversando il momento di picco della difficoltà, ma sono fiducioso e ottimista. Superate le prossime due stagioni staremo tutti meglio.

lunedì 26 ottobre 2009

Calciatore senza velina? (XD)

Credo che l’appuntamento della domenica sera acquisirà una certa regolarità, visto l’andazzo degli ultimi tempi. Più che altro perché l’ora in treno offre un’occasione da sfruttare. Ora, però, scrivo dall’appartamento a Torino.
Ero partito oggi con l’intenzione di ripetere ciò che avevo fatto domenica scorsa, ma man mano che si avvicinava il momento di salire in treno mi sentivo sempre più stanco, fino al punto di crollare dormiente una volta sistematomi al posto. A mia discolpa ho da dire che la settimana è stata sfiancante. Senza parlare delle feste di venerdì e sabato sera, per le quali mi ci son voluti i due rispettivi seguenti giorni per riprendermi.
Venerdì sera, con la seconda rimpatriata nel giro di un mese, mi sono divertito e alcolizzato come da tempo non facevo, ritrovando con immenso piacere volti oramai persi da tempo. Sabato sera sono stato alla festa di compleanno dell’Yle. Dato che il programma prevedeva il Ryan’s in seconda serata, mi sono infighettato a dovere: sbarbato, dopobarba, sopracciglia, camicia sbottonata al primo e profumo. Dunque: quello non è il mio posto e il ballo non è il mio divertimento, ma una botta di autostima dagli sguardi femminili interessati è sempre un toccasana ;D Purtroppo non ero neanche in vena di tirare fuori qualcosa di alieno da me e oltretutto la serata ha preso una piega poco piacevole.
Al tal punto scaturisce una riflessione. Io sono sempre stato un cultore della naturalezza e della spontaneità, ma mi pare fin troppo ovvio che nulla cada dal cielo. Dalla nascita del mio interesse per una compagna di corso, in me – in quanto uomo – dovrebbe accadere naturale il conseguente agire al fine di dimostrare ciò che sento (corteggiamento). E invece no. Il mio stato di uomo presenta un’anomalìa da correggere con l’impegno. Io al contrario ostento una mia inverosimile preziosità che ha lo scopo di farmi narcisisticamente rincorrere dall’oggetto delle mie attenzioni, instaurando così un insensato corteggiamento - che non può finire in modi diversi da quello del fallimento XDD In realtà mi capita alcune volte di formulare questo pensiero e perdermi nel suo sogno. Ora come ora affronto più concretamente gli eventi, ma la cosa si diluisce molto nel tempo. Vuoi per impegni, circostanze sfavorevoli e sbadataggini, non riesco mai a concludere nulla di buono. Non per questo mi arrendo alla mia ingenuità e scarsa dimestichezza nei corteggiamenti :D
Con il concentrarsi di una grande quantità di impegni, la stanchezza aumenta. Ho notato che le due cose, oltre a provocarmi un po’ di confusione, mi tolgono gran parte della mia capacità di concentrazione, soprattutto riguardo all’università. Nonostante abbia capito di dover porre una particolare attenzione a ciò, con molta probabilità inizierò una nuova attività. Si tratta di una cosa assolutamente fuori dai programmi e dalle intenzioni. Un’imprevista che al solo pensiero mi dona un entusiasmo fuori dalle righe. Il Rizzo ed io siamo andati alla ricerca di un’attività sportiva e il risultato è che a breve ci iscriveremo ad una società che ci farà giocare in una squadra di calcio a otto che milita in un campionato di terza categorìa. Due allenamenti ed una partita a settimana, mai prima delle nove di sera.
- il passaggio millimetrico, il disimpegno di lusso, il dribbling a metà campo, il gioco di squadra, l’intervento pulito, il salvataggio in estremis, le imprecazioni gratuite, il tocco di palla, il goal di giustezza, le sfide in velocità, lo stacco di testa, gli allenamenti soddisfacenti, le tattiche di gioco, le gioie delle vittorie e le delusioni delle sconfitte, i complimenti e le critiche – ricordi ed emozioni riaffiorano.
Col Rizzo fantasticavo sul tornare a giocare insieme. Non esiste prezzo per tutto ciò.


Alla prossima avrò aggiornamenti anche sul federalismo. Avrò pensieri istantanei e nuove riflessioni. Ma ora vado a nanna che è tardissimo, anche se l’ora di sonno in treno sta avendo fin troppa efficacia.

lunedì 19 ottobre 2009

Per la mia strada

Dato che non riesco a trovare un lasso di tempo decentemente lungo per aggiornare, mi sono ingegnato. Non è il modo che potrei preferire, ma mi metto a scrivere il post off-line su word durante il viaggio per Torino in modo da editarlo non appena potrò connettermi. Sono stanco e non ho il tempo e la concentrazione che vorrei, ma ho voglia e necessità di scrivere.

Sono uscito dal periodo di crisi seguendo un filo conduttore ben preciso. In pratica inseguendo una risposta. Mi sto rendendo conto che per ora tale risposta sta acquisendo un’importanza primaria. Non sono ossessionato dalla sua ricerca, ma la presenza del problema che ruota intorno ad essa adombra ogni altra forma di preoccupazione che minaccia di ingrandirsi eccessivamente. E, a dirla tutta, questa ricerca un po’ mi diverte e un po’ mi incuriosisce.
Un paio di settimane fa concludevo la mia giornata – nel letto, prima di addormentarmi – con un piccolo pensiero, veloce, conciso, che avrei riportato sul blog l’indomani perché racchiudeva in modo soddisfacente il significato della tappa del mio percorso. Esso era: posso distinguere due filoni: la mia vita vissuta – con: il Rizzo in camera, la situazione a casa, le relazioni interpersonali e gli impegni –, per quanto in certi ambiti non sia bella o a posto, è completa ed equilibrata; la mia vita spirituale – con: i miei sentimenti, le mie soddisfazioni, le mie ambizioni, i miei stati d’animo, il mio essere –, all’uscita dalla crisi, è tornata su binari accettabili ed ha ripreso la sua crescita, la sua evoluzione verso nuovi orizzonti. Al momento mi sentivo sazio. E mi addormentavo col sorriso sulla bocca e la pace nel cuore.
Ora sto bene, tutto sommato. Ho cominciato a tutta birra con l’uni, la GFE, le ripetizioni e tutto il resto. Tra questi impegni non dormo quanto vorrei e sono spesso molto stanco, perciò mi capita di perdere lucidità ed entrare un po’ in confusione. Ma la situazione non è variata di molto.

Questo paragrafo (e alcune correzioni e aggiunte dei precedenti) è scritto durante il giorno successivo. In camera e col Rizzo di fianco che gioca ai Pokémon XD
In casi come questo, non so mai se ho altro da aggiungere. Avrei miliardi di cose da raccontare, ma non so se mescolare argomenti che attingono a piani differenti della mia vita.
Dunque, visto e considerato che il tempo a disposizione è ancora limitato, con la ripromessa di aggiornare con più frequenza anche con interventi flash, vi racconto dell’evento più emozionante accadutomi negli ultimi giorni.Tornando da Torino con relativamente poca frequenza, io vedo il mio nipotino Mik soltanto qualche fine settimana per poche ore – se va bene. I week-end precedenti quello appena terminato, ogni volta che lo vedevo era sempre un pelo agitato e poco sorridente, vuoi perché aveva fame, vuoi perché voleva stare in braccio – è furbo e capriccioso –, vuoi perché bisognava cambiarlo. Le poche volte che io mi avvicinavo non sembrava volerne sapere di stare tranquillo e apprezzare la rara – e preziosa XD – presenza dello zio. Avevo cominciato a preoccuparmi: ci rimanevo male e deducevo che la mia scarsa presenza facesse in modo che di me a lui rimanesse poco, per quanto sta iniziando a recepire. Ne ero rattristato. Ma sapevo anche che arrendermi a questo non avrebbe giovato alla causa. In pratica mi bastava essere più d’impatto durante le poche volte che l’avrei visto. Ieri, infatti, senza impegnarmici troppo, ma convinto a coccolarmelo di più :), l’ho tenuto in braccio per una mezz’oretta, l’ho messo nella culla e, dopo un po’ di dondolìo, accenni di pianto, facce brutte e discorsini a cercare una sua improbabile risposta, ecco che il Mik inizia a fissarmi con i suoi occhioni blu e il viso rilassato, attratto soltanto dal mio ricercare, fino al punto di rispondere ad una mia smorfia con un sorrisone da orecchio a orecchio che mi ha conquistato assolutamente il cuore all’istante, senza che ci sia la minima possibilità di spodestare l’esserino dal suo trono.
Lo zio ha avuto la sua incommensurabilmente soddisfacente vittoria. E ogni volta che il pensiero mi ricade sull’evento, mi vengono i lacrimoni di gioia :D

sabato 26 settembre 2009

Palla al centro

E' decisamente troppo che non aggiorno.
La colpa è in concorso tra telecom&&infostrada, lo studio e la mia necessità di stare lontano dentro me stesso. Mi pare corretto riprendere da dove ho lasciato.
Sono uscito dalla crisi con degli interrogativi nuovi, o persi di vista e ora ritrovati. Chi sono io? Cosa voglio che sia di me? Cosa voglio dall'amore? Permangono irrisolti e vanno ad aggiungersi al marasma di vanità teoriche accumulate negli ultimi tempi. Il fatto è che ne avevo veramente bisogno. Che debba vivere di domande a cui non dare risposta? Oppure le risposte stanno al passo coi tempi mentre le domande preferiscono prendersela comoda?
Un fatto degno del "quando meno te lo aspetti" mi ha grandemente aiutato a risollevarmi dal baratro. Ero entrato in un circolo vizioso pericoloso. Al momento c'ero dentro fino al collo, perciò non ero stato capace di gestire la mole delle reazioni a catena che ne scaturivano. Le mie riflessioni si perdevano disordinate lungo tutte le direzioni. Ho scritto a più riprese un'esagerazione di pagine della mia agendina, e avrei scritto anche di più se non fosse accaduto che.
Mi sentivo l'uomo meno desiderato di questo e di tutti gli altri mondi, ed ero l'uomo che ne aveva più bisogno. Ha ricominciato a scrivermi su msn una ragazza che mi aveva contattato per i due posti in appartamento. Ha cominciato a darmi piccole attenzioni, lanciarmi complimenti e avances con la sua dolcezza, strapparmi sempre più frequenti sorrisi e stati d'animo leggeri. E' riuscita a rompere un anello di quella catena dandomi la possibilità finalmente di uscirne una volta per tutte. Gliene sono stato, sono e sarò grato. Ho ripreso fiducia in me e ho abbattuto una piccola serie di fantasmi che mi avevano parecchio turbato in precedenza.
Ho riacquistato tranquillità, risolutezza, obiettività, ottimismo ed entusiasmo. Il mio spirito da qualche giorno rigetta d'istinto la possibilità o il pensiero di stare male. La mia verità sta nel mezzo insieme alla realtà. La consapevolezza di ciò che mi sta intorno mi conduce sempre ad una via d'uscita nuova. Mi sono sbloccato.


Nelle ultime due settimane sono stato assorbito dalla convivenza col Rizzo e dallo studio.
Il suo buon umore e il nostro stare insieme sono più unici che rari. Con lui instauro una naturale intensità di rapporto che mi fa stare bene. Andare nel letto nel silenzio di quella zona sapendo di averlo di fianco mi fa dormire sonni beati. Rispetto alle notti dell'anno scorso il salto di qualità è vertiginoso. Sapere che potrò partecipare quotidianamente alla costruzione del suo futuro ed alla sua vita mi riempie delle migliori cose che possano nascere nell'animo di un uomo.
Dopo aver passato con 18 Algebra I, averlo ridato senza passarlo e aver passato con 25 lo scritto di Analisi 1, ho terminato finalmente la sessione di studi partita a maggio e intervallata da un paio di settimane di "vacanza". Cristo se era ora. In pratica mi restano ancora in sospeso due esami e mezzo. Sono tuttavia pienamente soddisfatto, come se fossi a pieno regime. Sono entrato in possesso della certezza di essere capace di capire, gestire, imparare e studiare tutto quel che mi viene insegnato. Non è ancora tutto al suo posto perchè rimangono da sistemare molte imprecisioni, ma ho le idee chiare. Questa è una sfida quasi ufficialmente vinta. Rappresenta il punto di massima di un discorso che ho iniziato con l'iscrizione alla facoltà ed è una tappa della mia più grande ambizione. Elias 1 - Resto del mondo 0.


Lunedì ricominciano i corsi ed io non vedo l'ora. Giovedì c'è stata la prima cena federalista del nuovo anno. Ho già ricominciato ripetizioni da un bocia e probabilmente me ne cercherò un altro nuovo. Ogni singola mia giornata a Torino sarà piena di belle cose da vivere.

sabato 12 settembre 2009

Crisi

Dopo l'esame di martedì mi sono concesso dei giorni di raccoglimento durante i quali ho scritto e riflettuto. Scrivere mi liberava, ma mai così in fretta come stavolta pensieri, interrogativi e sentimenti tornavano a tormentarmi. Come se non fosse servito a nulla. E mai così tanto come stanotte ho pianto prima.
E' una crisi globale: personale, interiore, sentimentale, familiare. Ora non sono depresso come l'ultima volta a febbraio. Ora sta andando proprio male.
Ci sono troppe cose che non vanno in me, in famiglia, con l'università, con l'appartamento, con l'amore. Non so da dove riprendere per ricominciare da zero e tornare a galla.

Voglio cambiare scenario.

domenica 6 settembre 2009

"Guarda un punto fisso per restare in equilibrio"

Oggi ho studiato abbastanza, anche se non sarebbe male proseguire. In casa ha cominciato a fare freddo e i miei piedi sono tornati ad essere costantemente congelati. I miei sono andati da mio fratello e ora sono da solo. La melodia della campagna mi dà sempre belle emozioni e il mio animo si riconcilia in essa. Sento il bisogno che questo momento duri settimane. Sento il bisogno di tornare in me stesso e di fissare le mie priorità, anche se non ho molti stimoli a farlo.
Non sono ancora affatto stabile. I pensieri fluttuano quasi incontrollati nella mia testa. Sarebbe bello potermi svagare tutto il giorno per recuperare pian piano il mio umore e la mia leggerezza, ma il mio unico impegno ora è lo studio, che non è proprio il rimedio ottimale. A mezzogiorno mia nonna si è fissata nel non voler mangiare e voler lasciarsi morire. E' fuori di testa, e non vi dico le reazioni dei miei. Mia madre in primis. Domani vengono neurologo, geriatra, assistente sociale e vaiasaperechialtri per valutare la situazione. Si spera che decidano per la necessità di un aiuto finanziario statale per pagare la casa di riposo, che sarà sempre meglio di qualsiasi altra cosa. Anche se per me la soluzione è una sola.

Alla sua reazione ho praticamente aggredito mia madre. Mi sono incazzato e infastidito di fronte ad un'altra dimostrazione di stupidità e immaturità, quindi le ho urlato contro a denti stretti di utilizzare la testa, lei che ce l'ha ancora, e di non continuare a piangere su ipotetici sbagli commessi in passato - dato che non è capace a fare altro. Tempo fa mi dicevo che cose del genere non avrei dovuto farle per continuare ad essere il loro sostegno. Avrei dovuto essere capace di parlare loro pacatamente e affettuosamente spiegando e facendoli ragionare. Avrei dovuto dimostrare di essere un appoggio sempre pronto e non solo un figlio da mantenere a tutti i costi nella sua tranquillità preservandolo dalle cattiverie della gente. Purtroppo, nelle condizioni in cui mi trovo, ora è accaduto il contrario. E la cosa peggiore è che non sono pentito di quel che ho fatto. Comunque ho intenzione di chiederle scusa.
Posso solo capire che lei sia in questo stato dopo più di vent'anni che accudisce mia nonna. Sta durando troppo e ha superato il limite da un pezzo.
In pratica un altro fallimento da aggiungere alla collezione estiva.

Dovrei ricominciare tutto da me. Dovrei iniziare a lasciarmi piano piano tutto alle spalle. Dovrei marcare i profili degli avvenimenti per definire le certezze esistenti. Dovrei affrontare con obiettività e risolutezza la quotidianità. Dovrei richiudere nel cassetto il passato e il futuro. Dovrei tornare alla misura abbandonando l'esagerazione.
In fondo ho di fronte una vita in cui ho spesso riposto un'indistruttibile ed insormontabile fiducia. Ho molto da imparare, abbattere e costruire. Mi sento crescere, nonostante tutto.