Mi ci voleva proprio un week-end a Torino. Non tanto perchè è Torino, quanto perchè in appartamento posso stare da solo a fare le mie cose e pensare ai miei pensieri senza la preoccupazione che qualcuno possa interrompermi e senza la fretta di dovermi muovere per gli altri o verso gli altri. Mi fa tanto piacere vedere il mio nipotino Mik, mi fa piacere fare le commissioni per la mamma, mi fa piacere fare compagnìa ai miei nei pomeriggi domenicali, mi fa piacere stare insieme ai miei amici il sabato sera, mi fa piacere immergermi nella pace della campagna. Ma non esiste una parola esatta che possa descrivere cosa provo a stare da solo con me stesso - è un calore di vicinanza, una gioia di dialogo, la realizzazione del soddisfacimento di un bisogno. In più in questa zona, con il tempo scandito dalla leggera pioggia incessante, vige uno stato di silenzio comatoso che concilia l'alienamento dal mondo dell'altrui.
Questa settimana ho esagerato. Ho bevuto da lunedì a giovedì un minimo di tre birre per giorno, fino a che giovedì, appunto, ho cominciato a pranzo e mi sono fermato alle 4 circa del mattino, per via di una festa. Mi stavo accorgendo che la vita qua stava diventando alquanto alcolica, ma dopo le sensazioni che mi sono salite in corpo venerdì ho capito che era giunto il momento di darmi una regolata :D
La festa di giovedì sera è stata una mia piccola inaspettata vittoria: una mia compagna di corso ha voluto festeggiare gli anni allo Chalet, durante la serata Cutre, e ha insistito sul fatto che l'unico regalo che avrebbe apprezzato sarebbe stata la nostra presenza. Non è riuscita a farmi sentire in colpa ad ogni frecciata che mi lanciava dopo il mio iterato rifiuto di andare in discoteca, ma ho voluto provare - per l'ennesima volta - a scrollarmi di dosso un fastidioso alone di rigetto per il ballo e la musica da disco che da sempre mi rende il disagiato che sono in certe situazioni. Aiutato dall'alcohol disinibitore e dalla presenza del Rizzo e delle mie compagne di corso mi sono divertito come non avrei mai immaginato. Posso dire di essermi parzialmente tolto un piccolo stupido pensiero inibitore che mi ha sempre dato fastidio.
Tra ieri e oggi mi sono dedicato alla cura del mio saper fare, del mio sapere e del mio essere - rispettivamente ho pulito e sistemato camera e bagno, ho dato ripetizioni e ho studiato, mi sono fatto la barba XD
Questa settimana ho esagerato. Ho bevuto da lunedì a giovedì un minimo di tre birre per giorno, fino a che giovedì, appunto, ho cominciato a pranzo e mi sono fermato alle 4 circa del mattino, per via di una festa. Mi stavo accorgendo che la vita qua stava diventando alquanto alcolica, ma dopo le sensazioni che mi sono salite in corpo venerdì ho capito che era giunto il momento di darmi una regolata :D
La festa di giovedì sera è stata una mia piccola inaspettata vittoria: una mia compagna di corso ha voluto festeggiare gli anni allo Chalet, durante la serata Cutre, e ha insistito sul fatto che l'unico regalo che avrebbe apprezzato sarebbe stata la nostra presenza. Non è riuscita a farmi sentire in colpa ad ogni frecciata che mi lanciava dopo il mio iterato rifiuto di andare in discoteca, ma ho voluto provare - per l'ennesima volta - a scrollarmi di dosso un fastidioso alone di rigetto per il ballo e la musica da disco che da sempre mi rende il disagiato che sono in certe situazioni. Aiutato dall'alcohol disinibitore e dalla presenza del Rizzo e delle mie compagne di corso mi sono divertito come non avrei mai immaginato. Posso dire di essermi parzialmente tolto un piccolo stupido pensiero inibitore che mi ha sempre dato fastidio.
Tra ieri e oggi mi sono dedicato alla cura del mio saper fare, del mio sapere e del mio essere - rispettivamente ho pulito e sistemato camera e bagno, ho dato ripetizioni e ho studiato, mi sono fatto la barba XD
Tempo fa mi soffermavo sulla mia persa capacità di riflessione e/o ragionamento, convincendomi di stare passando un periodo in cui, in tutta natura proseguendo, ciò che prima di allora avveniva nella mia testa in quel momento non scorreva più. Convincendomi che, come per altre cose, era un periodo destinato a terminare.
Sotto un altro punto di vista ora riconosco una nuova versione di quel pensiero. Colgo un segno evidente - per me che guardo dentro di me - del cambiamento. Non è vero che non rifletto più, bensì tutto ciò che prima aveva tempi dilatati ora succede molto più velocemente. Questa è la cosa che ho più voluto conquistare quando non ne potevo davvero dei limiti causati dal mio modo di vivere/pensare.
E' un segnale di quanto sia cresciuto, di quanto sia diventato un uomo, dentro. E' una verifica della veridicità dei luoghi comuni sul genere maschile, che non deve avere la classica connotazione negativa. E' una tappa del percorso in cui conquisto qualcosa di nuovo lasciando per strada ciò che per cui ho avuto il mio tempo.
Sotto un altro punto di vista ora riconosco una nuova versione di quel pensiero. Colgo un segno evidente - per me che guardo dentro di me - del cambiamento. Non è vero che non rifletto più, bensì tutto ciò che prima aveva tempi dilatati ora succede molto più velocemente. Questa è la cosa che ho più voluto conquistare quando non ne potevo davvero dei limiti causati dal mio modo di vivere/pensare.
E' un segnale di quanto sia cresciuto, di quanto sia diventato un uomo, dentro. E' una verifica della veridicità dei luoghi comuni sul genere maschile, che non deve avere la classica connotazione negativa. E' una tappa del percorso in cui conquisto qualcosa di nuovo lasciando per strada ciò che per cui ho avuto il mio tempo.
