lunedì 31 maggio 2010

La guerra

La guerra è violenza internazionale legalizzata. L'esercito di una nazione esiste allo scopo esclusivo di difenderne i confini. In tal modo è implicitamente un diritto per ogni stato possederne uno. Così avviene che stati confinanti si dichiarano guerra l'un l'altro per non cedere centimetri di territorio.
Su di ogni rispettivo territorio migliaia di persone vivono la loro vita quotidianamente. E' inevitabile dunque che alcune di queste entrino a loro scapito nel meccanismo di difesa della loro quotidianeità. Il risultato è che la loro quotidianeità viene sconvolta, se non addirittura eliminata.
Essi vengono privati dei loro diritti fondamentali, quali quello alla vita, nonchè dei doni più belli che la loro quotidianeità possa a loro portare.

Ho appena finito di vedere Good morning, Vietnam!. A Robin Williams viene così facile riportare all'attenzione dello spettatore le cose più semplici. A parte la mia grande ammirazione per un talento del genere, credo che ogni suo film conduca facilmente a riflessioni altrettanto semplici. Lasciamo pure stare le profonde riflessioni etiche dell'Uomo bicentenario o dell'Attimo fuggente. Good morning, Vietnam! è qualcosa molto più a portata di uomo comune. Logicamente parlando, dico. Se depuriamo la nostra teoria dai concetti artificiali e schifosamente costruiti come quelli di interesse, confini, potere, supremazia, pur ammettendo quelli umani di avidità e avarizia, salta all'occhio di un cieco la stupidità della guerra tra animali della stessa razza. Non stiamo parlando, appunto, di concetti naturali come la lotta per la sopravvivenza. L'intelligenza della razza umana permette alla stessa di avere standard nettamente superiori a quello della sopravvivenza. Io mi domando, allora, perchè la stessa intelligenza non la induca a capire quanto sia vantaggioso mantenere lo standard di cui è fortunatamente in possesso.

Io mi immagino coloro che non hanno la possibilità di uscire, come me poco fa, sul balcone, dare un'occhiata al cielo terso, blu notte, vedere la luna lucente con tutte le stelle, provare un'emozione già provata e avere la serena consapevolezza di provarla nuovamente la sera successiva e quella dopo e poi ancora. Io mi sono immaginato una di quelle persone e la luna che avevo di fronte non mi è bastata ad evitare che mi nascesse in cuore un dolore freddo e penetrante.

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