Fanculo. E' troppo tardi per studiare e forse era da quando mi son seduto qui che avevo voglia di scrivere sul blog.
Avrei pensato migliaia di pensieri che sarebbero l'ideale contenuto di questo post, ma sono troppo stanco per riportarli tutti. E' da un pezzo che sono troppo qualcosa per fare qualcos'altro, così lo faccio poco e male.
Avrei pensato a una teoria straordinaria, la relatività, che è la formulazione scientifica sulla quale baserei ogni studio sociologico, e non solo. Il "punto di vista" per me è da postulare.
Avrei pensato che ho in vista tre esami che decideranno il corso della mia vita nei prossimi anni, perchè se ne sbaglio uno perdo la borsa di studio. E solo a pensare agli orali mi viene già da piangere.
Avrei pensato che mia nonna sta morendo e non vedo l'ora che la sua agonìa finisca. Ho abbracciato mio padre in lacrime per la prima volta nella mia vita e allora ho desiderato fortemente che tutto finisse al più presto.
Avrei pensato che le spese e le disprese in questa casa non finiscono più e non bastano i soldi del mutuo per finire un lavoro fatto per metà col culo.
Avrei pensato che per me non sarebbe così traumatico dover lasciare l'università per andare a lavorare qualche anno, almeno fino a che non ci sistemiamo in casa, perchè le offerte ci sono e voglio finire l'università. Ma poi penso che i miei la prenderebbero come una grande delusione, che è quella che ho sempre voluto evitare di dare loro.
Avrei pensato che il giugno di quest'anno è stato il mese in cui ho pianto di più in tutta la mia vita. Maledetta allergìa, non ne ho mai avute e a ventun'anni vieni a rompermi i coglioni. Ora penso che un buon pianto mi farebbe bene. D'altronde il groppo in gola va formandosi.
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